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Nessuno sciopero dei mezzi pubblici durante l’Expo, sei  mesi di pace sociale, con autobus, tram e treni che partono regolarmente ogni giorno, per impedire che un evento di straordinaria portata come l’esposizione universale possa essere privata anche solo di una parte del suo potenziale.

La richiesta, contenuta in una lettera inviata ai sindacati dal presidente della Commissione di garanzia sugli scioperi  Roberto Alesse, per “assicurare servizi pubblici di assoluta efficienza in una sorta di tregua sindacale, per nascondere la polvere sotto il tappeto e far dimenticare i clamorosi ritardi dimostrando ai 20 milioni di turisti attesi per l’Expo e i partner della Ue che se l’Italia vuole può farcela”, ha provocato la reazione di Paolo Uggè, presidente nazionale di Fai Conftrasporto, che ha sottolineato come decisioni di tale portata possano essere adottate solo dopo essere state discusse e condivide. “Al di là della dubbia legittimità costituzionale della disposizione, sono certo che le federazioni responsabili del trasporto potrebbero assumere un impegno d’onore in tal senso”, ha dichiarato Paolo Uggè, ma solamente a una condizione imprescindibile: il confronto preventivo.

Per quanto riguarda il trasporto merci”, ha concluso Paolo Uggè,  “le federazioni responsabili sono pronte a fornire  a loro volta garanzie per una pace sociale che contribuisca a cogliere le opportunità che l’Expo può generare per il Paese senza correre il rischio di creare alcun tipo di possibile ostacolo, ma sempre a patto che vi sia l’impegno del Governo  nel voler ricostruire un rapporto di collaborazione, purtroppo interrotto in questi ultimi mesi.”

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