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Sì ai tagli che recuperano competitività, no a quelli che la fanno perdere. È questo lo slogan che Conftrasporto ha scelto per denunciare le manovre della Spending review destinate a far finire l’Italia fuori strada. Una denuncia “a tutta pagina”, pubblicata nell’edizione di oggi de Il Giornale diretto da Alessandro Sallusti che mette sotto accusa la possibile decisione del Governo, anticipata da alcune testate giornalistiche, di applicare nuovi tagli sui rimborsi per le accise sul gasolio. Col solo risultato, denuncia Conftrasporto nella sua lettera aperta affidata al quotidiano nazionale, “non solo di ridurre la spesa improduttiva ma di penalizzare le imprese in termini di competitività”. E a conferma di quanto affermato, Conftrasporto porta come “prova” uno studio di Confcommercio dal quale risulta che se solo il 20 per cento dei vettori che effettuano trasporti internazionali e il 20 per cento di quelli che operano nei traffici nazionali e che hanno la sede nelle zone vicino al confine si rifornissero all’estero, si determinerebbe, rispetto allo scenario nel quale tutti gli operatori continuassero invece a fare rifornimento in Italia una perdita di gettito fiscale pari a 1,2 miliardi di euro. Un “buco” per le casse dello Stato destinato a diventare addirittura una voragine da oltre 4 miliardi di euro nell’ipotesi peggiore calcolata da Confcommercio, quella secondo la quale il 100 per cento dei Tir utilizzati per i traffici internazionali dovessero scegliere di far rifornimento oltre frontiera, ipotesi assolutamente plausibile considerato che si tratta di mezzi quasi sempre “in trasferta” in Paesi dove il carburante costerebbe meno. Il ministro dell’Economia rifletta su come il taglio delle accise, se applicato, potrebbe trasformarsi in un pericoloso boomerang, è il messaggio che il mondo dell’autotrasporto invia, tramite stampa, a Graziano Delrio. Per evitare al Governo l’ennesimo clamoroso autogol “con le imprese che andranno in difficoltà e, causa l’incremento del costo del trasporto, con significative perdite dei posti di lavoro visto che  si ridurrà ancor più la quota di trasporti effettuata dalle imprese nazionali”.

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