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Dopo mesi di furti presa la banda dei pallet. I bancali vanno a ruba, arrestati ladri di pallet. Sono solo alcuni dei titoli che alcune testate giornalistiche dell’Emilia Romagna e della Toscana hanno dedicato nei mesi scorsi a un fenomeno sempre più diffuso nel mondo dell’autotrasporto; il commercio di bancali, ovvero quelle “piattaforme ” in legno su cui si appoggia il materiale da movimentare sui camion e nei depositi spostandoli con carrelli elevatori e “muletti”. Oggetti del valore di pochi euro, che non sembrano possedere certo i requisiti per far gola ai ladri, e che invece sono finiti a migliaia in un traffico illegale che ha messo in allarme i trasportatori. Già, perché se è vero che un pallet usato rubato e ceduto a un “ricettatore”  può valore al massimo 7 0 8 euro, basta moltiplicare questa cifra per mille, diecimila volte per far diventare immediatamente “preziosa” una refurtiva all’apparenza dal valore ridicolo.

Il boom di furti di pallet è stato denunciato  in una recente newsletter diffusa da Formaggi & Consumi in un chiarissimo articolo, dal titolo decisamente accattivante, Uffa che pallet!, a firma di Angelo Frigerio e Riccardo Colletti. Un resoconto puntuale di quanto sta accadendo con moltissimi lavoratori che hanno scoperto “l’ultima frontiera dell’arte di arrangiarsi, con un semplice gioco di prestigio: far sparire i pallet una volta effettuata la consegna delle merci ai clienti, spessissimo nei grandi capannoni dei Cedi, i centri di distribuzione.  Giustificando poi la sparizione con  il fatto che , a forza di usarli, i pallet si erano rotti, spezzati, irrimediabilmente danneggiati. Mentre in realtà erano stati venduti su un mercato parallelo, facilissimo da individuare grazie ai cartelli con la scritta Compro pallet apparsi lungo molte strade.

Un fenomeno portato alla luce del sole da un imprenditore del Nord che opera nel settore alimentari  che, stanco delle continue sparizioni, si legge nella newsletter di Formaggi & Consumi, “ha collocato in un’area non troppo lontana dalla propria azienda un cartello con l’ormai magica scritta Compro pallet, indicando un numero di telefonino con un’apposita scheda sim”. Con conseguenza incredibili: “Nel volgere di pochi giorni le linee telefoniche sono diventate roventi ed è stato un susseguirsi di consegne.” Anche da parte di alcuni trasportatori, decisamente poco fedeli,alle dipendenze dell’imprenditore che aveva testo la trappola.

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